Senza famiglia
Siamo il paese più vecchio del
mondo, con oltre il 20% di anziani
e solo il 14% di ragazzi sotto i 15
anni.
Dal 2009 a oggi sono nati 15.000 bambini in
meno
il tasso di natalità è di 1.41 figli per
donna, ben al di sotto dell’equilibrio
demografico (2.1). eppure una
donna su quattro vorrebbe avere
almeno tre figli, praticamente tutte
ne vorrebbero almeno due eppure
un nucleo familiare su cinque non
ha figli.
l’Italia sta invecchiando, sta
morendo, sta perdendo i suoi
bambini, i suoi giovani, il suo futuro,
la sua vitalità. anche economica:
nonostante lo sviluppo industriale
e il duro lavoro delle precedenti
generazioni, l’italia è sull’orlo del
fallimento insieme a Grecia, Spagna
e Portogallo. La Francia, che dedica
il 4 per cento del PIL alla famiglia
(in italia è l’1,3%) no.
Le famiglie numerose erano
13.000.000 nel 1961, oggi le coppie
con tre o più figli sono 983.000, solo
185.000 quelle con 4 o più. In francia
le famiglie numerose sono il 18% e
c’è una vivace natalità, che porta
allegria e speranza”.
In italia viviamo un vero e proprio
inverno demografico, c’è un’ emergenza famiglia, c’è
un emergenza futuro del
nostro paese!
Culle vuote
L’Italia non è un paese per bimbi.
Nascono pochi bambini ma da
sempre mancano politiche familiari
organiche e strutturali e le famiglie
sono punite e tartassate. E la nostra
costituzione viene sistematicamente
violata.
Diritti calpestati!
Art. 29 la Repubblica riconosce
i diritti della famiglia come società
naturale fondata sul matrimonio.
A livello fiscale conviene separarsi
o non sposarsi mai. Una famiglia
con reddito medio e unita da vincolo
matrimoniale, potrebbe risparmiare
dai 600 ai 700 euro mensili
separandosi consensualmente. I
loro figli ricevono meno solo perchè
i genitori sono fedeli al patto
matrimoniale.
Art.31 la repubblica agevola
con misure economiche e altre
provvidenze la formazione della
famiglia e l’adempimento dei
compiti relativi, con particolare
riguardo alle famiglie numerose
diritto calpestato!
le famiglie numerose, nonostante
un più basso consumo pro capite,
pagano acqua, luce, gas e rifiuti a
tariffa maggiorata a causa di
scaglioni che non considerano il
numero di persone che vivono dietro
un contatore;
pagano le tasse e le addizionali
IRPEF regionali e comunali senza
alcuna considerazione dei carichi
familiari;
subiscono nelle dichiarazioni ISEE
l’umiliazione di vedere i propri figli
valorizzati per un terzo (lo 0,35) di
quel che sono;
le tariffe nelle mense scolastiche,
nei trasporti, nei libri di testo, nei
nidi sembrano fatte apposta per
negare l’evidenza del grande peso
che una famiglia con figli deve
portare;
le famiglie non hanno alcun
riconoscimento ai fini pensionistici
per aver messo al mondo i prossimi
lavoratori ed anzi pagano
duramente la loro scelta di vita in
termini di carriera, mobbing e
licenziamenti per gravidanza.
L’art. 31 protegge la maternità,
l’infanzia e la gioventù, favorendo
gli istituti necessari a tale scopo.
Mai ci rassegneremo a vivere in un
paese che permette di uccidere un
bimbo fin dal ventre della madre,
non aiuta a metterlo al mondo e
nemmeno a crescerlo. Italia, cosa
sei diventata?
Per i nuovi nati c’è subito un debito
da onorare (il “prestito neonati”),
un codice fiscale e un conto da
pagare ma nessun sostegno. il tasso
di povertà infantile, specialmente
nelle famiglie numerose, è in
costante crescita: solo nell’ultimo
anno, il 7% in più delle famiglie
numerose è caduta nella soglia di
povertà. L’abbandono scolastico è
a livelli altissimi e la disoccupazione
giovanile la più alta d’europa.
Nell’ultima manovra economica i
giovani e le famiglie non vengono
nemmeno nominati eppure
sappiamo che senza figli non c’è
futuro, senza famiglia non c’è
società, crescita, sviluppo,
benessere, solidarietà.
Signori si cambia
È tempo di una svolta radicale, di
investire sulla famiglia, promuovere
la famiglia, sostenere la famiglia,
cellula fondamentale della società.
Ci vuole un fisco equo, a
misura di famiglia, che tolga a chi
ha troppo e dia a chi ha troppo poco.
La manovra finanziaria licenziata
recentemente peserà per almeno
4.000 euro l’anno sulle famiglie di
6 componenti e non fa che inasprire
una situazione già sfavorevole alla
famiglia con figli, senza dare alcuna
idea di progettualità futura, senza
speranza, improvvisando dalla sera
alla mattina, nuove tasse e tagli
indiscriminati che colpiranno
principalmente proprio le famiglie
con figli, con la riduzione di
detrazioni e aumento dell’Iva che
sono un invito a nozze per l’elusione
e l’evasione fiscale dei soliti noti.
Porterà nella disperazione migliaia
di papà e mamme. Basta, è tempo
di cambiare.
Le famiglie
dicono: adesso
basta!
Basta bonus, basta carità, basta
improvvisazione, basta ignavia:
vogliamo una politica per la famiglia
organica, strutturale,
lungimirante.Invitiamo tutte le
famiglie italiane ad unirsi a noi,
attuando ogni forma di protesta non
violenta, di resistenza e di obiezione
di coscienza fiscale fintanto che
non otterremo:
a) l’avvio della riforma
fiscale (così ampiamente
promessa) che tenga conto dei
carichi familiari (il fattore famiglia
promosso con il forum delle
associazioni familiari)
b) la modifica immediata
dell’ISEE, con l’introduzione di
coefficenti che diano importanza ai
carichi familiari
c) l’introduzione di deduzioni o
detrazioni per carichi
familiari sulle addizionali comunali
e regionali
d) raddoppio immediato
degli assegni familiari ed estensione
degli stessi ai lavoratori autonomi
e coltivatori diretti
e) tre anni di contributi
figurativi ai fini pensionistici per
ogni figlio messo al mondo
f) leggi di salvaguardia
del lavoro per chi ha tre o più figli
e riconoscimento dello status di
categoria protetta (art. 31 della
costituzione!) al fine delle
assunzioni
g) riduzione immediata
dell’Iva sui prodotti per l’infanzia
(dal 21 al 4%), oggi equiparati a
beni di lusso.
Dove prendere i soldi per realizzare
queste opportunità di sviluppo per
il paese? ad esempio da quel 10%
di signori che detiene metà delle
ricchezze in Italia, o da un profondo
efficentamento dei costi della
amministrazione pubblica e della
politica, o dalla riduzione del
bilancio della difesa (27 miliardi nel
2010, dati sipri). Il maggior potere
di acquisto delle famiglie gioverebbe
ai conti dello stato sotto forma di
maggiore Iva incassata e di
aumento del PIL.
I figli non sono un lusso privato ma
il futuro di tutti
Siamo stanchi di vedere calpestati
i nostri diritti, i nostri valori, la nostra
costituzione. siamo stanchi di
vedere un paese scivolare nel suicidio sociale.
Non chiediamo privilegi ma giustizia
ed equità nel rispetto della
Costituzione. Chiediamo di far
nascere e crescere il futuro
dell’Italia.
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